DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO

“Un uomo che teme di soffrire, soffre già di quello che teme.”
Michel de Montaigne

DESCRIZIONE

L’attacco di panico è un episodio critico caratterizzato da paura o terrore nelle due varianti di perdere il controllo o di morire, associato a sintomi quali:

1) palpitazioni, cardiopalmo, o tachicardia

2) sudorazione

3) tremori fini o a grandi scosse

4) dispnea o sensazione di soffocamento

5) sensazione di asfissia

6) dolore o fastidio al petto

7) nausea o disturbi addominali

8) sensazioni di sbandamento, di instabilità, di testa leggera o di svenimento

9) derealizzazione (sensazione di irrealtà) o depersonalizzazione (essere distaccati da se stessi)

10) paura di perdere il controllo o di impazzire

11) paura di morire

12) parestesie (sensazioni di torpore o di formicolio)

13) brividi o vampate di calore.

Specifico che un Attacco di Panico non è un disturbo codificabile di per sé, dato che deve essere codificato con una diagnosi specifica nell’ambito della quale si manifesta. Attacchi di panico si manifestano infatti nell’ambito di molti disturbi di ansia.

CRITERI DIAGNOSTICI

Il Disturbo da Attacchi di Panico si può diagnosticare se sono presenti ambo i seguenti sotto-criteri del criterio A:

  1. Entrambi 1) e 2):
  2. Attacchi di Panico inaspettati ricorrenti.
  3. Almeno uno degli attacchi è stato seguito da 1 mese (o più) di uno (o più) dei seguenti sintomi:
  4. a) preoccupazione persistente di avere altri attacchi;
  5. b) preoccupazione a proposito delle complicazioni dell’attacco o delle sue conseguenze (per es., perdere il controllo, avere un attacco cardiaco, “impazzire”);
  6. c) significativa alterazione del comportamento correlata agli attacchi.
  7. Assenza di Agorafobia.
  8. Gli Attacchi di Panico non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per es., una droga di abuso, un farmaco) o di una condizione medica generale (per es., ipertiroidismo).
  9. Gli Attacchi di Panico non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale, come Fobia Sociale (per es., si manifestano in seguito all’esposizione a situazioni sociali temute), Fobia Specifica (per es., in seguito all’esposizione ad una specifica situazione fobica), Disturbo Ossessivo-Compulsivo(per es., in seguito all’esposizione allo sporco in qualcuno con ossessioni di contaminazione), Disturbo Post-traumatico da Stress (per es., in risposta a stimoli associati con un grave evento stressante), o Disturbo d’Ansia di Separazione (per es., in risposta all’essere fuori casa o lontano da congiunti stretti).

STORIA DI UN CASO

Si presenta un infermiere professionale che manifesta ansia con tremori alle mani quando deve maneggiare degli strumenti con relativa paura di essere visto e giudicato male dai colleghi.

In prima seduta propongo al paziente di osservare gli altri andando alla ricerca delle prove di giudizio negativo e contemporaneamente di alimentare il tremore al fine di ridurlo, prima di affrontare la situazione che gli avrebbe scatenato l’ansia.

Queste due manovre cliniche, validate da vari studi riconosciuti a livello internazionale, permettono al paziente di gestire la propria ansia anticipatoria e di destrutturare la credenza negativa che egli ha di se stesso.

Come descritto nella pagina di presentazione, la terapia si è svolta per circa 20 sedute e al termine della stessa sono stati svolti dei controlli mensili, trimestrali, semestrali e annuali al termine dei quali il paziente sostiene di aver risolto il suo problema.

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