Paura irragionevole e persistente di oggetti o situazioni reali o anticipate, con intensa reazione di ansia o panico, ed evitamento intenso della situazione fobica.

I bambini nascono con due sole paure: la paura di cadere e quella dei forti rumori improvvisi. Qualsiasi altra paura o fobia umana non è innata, ma appresa. Questo implica che se avete imparato ad avere paura, potete imparare anche a non averne.Richard Bandler

CRITERI DIAGNOSTICI
  1. Paura marcata e persistente, eccessiva o irragionevole, provocata dalla presenza o dall’attesa di un oggetto o situazione specifici (per es., volare, altezze, animali, ricevere un’iniezione, vedere il sangue).
  2. L’esposizione allo stimolo fobico quasi invariabilmente provoca una risposta ansiosa immediata, che può prendere forma di Attacco di Panico situazionale o sensibile alla situazione. Nota. Nei bambini l’ansia può essere espressa piangendo, con scoppi di ira, con l’irrigidimento, o con l’aggrapparsi a qualcuno.
  3. La persona riconosce che la paura è eccessiva o irragionevole. Nota Nei bambini questa caratteristica può essere assente.
  4. La situazione (le situazioni) fobica viene evitata oppure sopportata con intensa ansia o disagio.
  5. L’evitamento, l’ansia anticipatoria o il disagio nella situazione (situazioni) temuta interferiscono in modo significativo con la normale routine della persona, con il funzionamento lavorativo (o scolastico), o con le attività o le relazioni sociali, oppure è presente disagio marcato per il fatto di avere la fobia.
  6. Negli individui al di sotto dei 18 anni la durata è di almeno 6 mesi.
  7. L’ansia, gli Attacchi di Panico o l’evitamento fobico associati con l’oggetto o situazione specifici non sono meglio giustificati da un altro disturbo mentale, come il Disturbo Ossessivo-Compulsivo(per es., paura dello sporco in un individuo con ossessioni di contaminazione), Disturbo Post-traumatico da Stress (per es., evitamento degli stimoli associati con un grave evento stressante), Disturbo d’Ansia di Separazione (per es., evitamento della scuola), Fobia Sociale (per es., evitamento di situazioni sociali per paura di rimanere imbarazzati), Disturbo di Panico con Agorafobia, o Agorafobia senza Anamnesi di Disturbo di Panico.
Specificare il tipo:
  • Tipo Animali
  • Tipo Ambiente Naturale (per es., altezze, temporali, acqua)
  • Tipo Sangue-Iniezioni-Ferite
  • Tipo Situazionale (per es., aeroplani, ascensori, luoghi chiusi)
  • Altro tipo (per es., evitamento fobico di situazioni che possono portare a soffocare, vomitare o contrarre una malattia; nei bambini l’evitamento dei rumori forti o dei personaggi in maschera)

 

STORIA DI UN CASO

Si presenta una signora che lamenta di patire molto il solletico. La situazione era per me paradossale in quanto, stupito dalla richiesta di intervento, replico dicendo:” ma non mi sembra un problema, può capitare di soffrirne”. La signora va su tutte le furie e risponde:” ma lei non capisce, questo mi impedisce di avere rapporti intimi con mio marito!”

A questo punto, dopo aver indagato a fondo la situazione, propongo alla paziente di provare volontariamente solletico durante l’atto sessuale.

Lei completamente sbalordita dal mio suggerimento replica:” ma lei o mi prende in giro o è completamente matto”. Io le rispondo sorridendo:” provi, tanto le altre forme di intervento che ha sperimentato, non hanno funzionato. Che le costa?”.

La signora all’appuntamento successivo torna con un sorriso raggiante e mi riferisce che ha funzionato.

Questa manovra terapeutica, apparentemente magica, segue la logica paradossale del disturbo, vale a dire ogniqualvolta proviamo a provocare in noi stessi una reazione, che deve manifestarsi spontaneamente, questa non si manifesta. Ad esempio se chiediamo a qualcuno di ridere volontariamente potremo notare che la persona alla quale lo abbiamo richiesto non riuscirà a farlo.

Infine è degna di nota la resistenza alla prescrizione da parte della paziente e questo capita non di rado in psicoterapia breve strategica poichè tutti noi, abituati a ragionare in modo razionale ed ad applicare soluzioni che seguono la logica della razionalità a problemi di matrice irrazionale, ci irrigidiamo e banalizziamo le soluzioni semplici e “apparentemente” banali dimenticandoci dell’insegnamento di Ippocrate: “ Similia similibus curantur “

 

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